Ascoltando: Cancer - My Chemical Romance
Umore: Instabile
La gente quando ti chiede «Come sta?» non lo fa mai realmente con l’intenzione di sapere la verità.
Spesso si accontentato di un sorriso d’ordinanza e un «Bene» come risposta.
Non importa se ti leggono la morte negli occhi, la sofferenza nel tremore delle labbra e la voce incerta.
A nessuno interessa realmente l’inferno che vivi, ognuno combatte la propria guerra, quanto tempo pensi che possa bastargli per interessarsi alla tua di battaglia?
Non so cosa mi riporta ad essere un involucro di insicurezze e paranoie, forse lo scoprire che i tuoi punti di riferimento non erano altro che fantocci comandati dal senso comune e l’ipocrisia. Leggere dentro le persone non è mai bello, perché scopri cose che ti conducono in una sola direzione: il punto di non ritorno.
La gente imputa il proprio cambiamento al “Crescere” al “Diventare Adulti”, ma che razza di persone potranno mai essere quelle che rinnegano quello che sono sempre stati? Ho visto gente cedere al pressante parere comune, intraprendere strade che fino a qualche anno fa avrebbero rinnegato, ci avrebbero sputato sopra. Lo fanno per senso del dovere, perché qualcuno che loro reputano ‘giusto e apparentemente perfetto’ gli ha detto di farlo. Combattono guerre che non gli appartengono in nome della famiglia, dell’amicizia, dell’amore. Puttanate.
Dicono di essere cresciuti ma si sono rivelati solo più egoisti, più vigliacchi degli altri. Dall’alto del loro piedistallo si erigono a esempi di rettitudine, ti dicono che andrà tutto per il verso giusto.
E poi scopri che una tredicenne si è suicidata.
E li ti arrabbi. Provi una cazzo di rabbia mista a rancore che vorresti spaccare tutto. Perchè sei divisa a metà. Un mostro da un lato, che invidia quel gesto così estremo così pessimo quasi spaventoso, un gesto che non svresti mai avuto il coraggio di affrontare di persona. Perché l’altra metà di te sa benissimo che di merda nei hai spalata fin troppa, a volte ingollandola per poi vomitarla insieme alla tua anima. Hai tempestato la tua vita di falsi eroi, prendi ispirazione da persone che sono mortali proprio come te. Ma tu le credevi divinità. E la consapevolezza di questa debolezza ti fa piangere fino a sentire l’odore metallico del sangue.
Ti poni semplici domande, su chi sei, cosa fai, cosa farai, e perché questa fottuta vita è sempre una continua corsa, una lotta senza fine, dove non alzi mai il braccio in segno di vittoria. Cominci a pensare che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in te, nel modo in cui vivi le emozioni, in cui le fai tue.
Se fossi una cantante canteresti canzoni talmente impregnate di sentimento che ai concerti vedresti piangere il pubblico.
Se fossi una scrittrice riempiresti d’inchiostro qualsiasi cosa ti capitasse a tiro, dalle tovagliette di una lurida tavola calda, ai fogli rilegati in pelle di qualche diario. Scriveresti una storia che ti permetterebbe di vivere altre mille vite, e faresti vivere gli altri.
Se fossi qualcosa di diverso da una ragazzina che ha un terrore fottuto di vivere realmente, riusciresti a respirare l’aria che sa di neve e sorridere, perché l’inverno sta arrivando e magari rivedrai la neve proprio come quando eri bambina. Smetterai di sabotare ogni cosa ti capiti, perché il peggior nemico di te stessa, sei semplicemente tu.
Ma questa è la vita, e sai benissimo che dopo i giri di giostra nulla cambierà, incontrerai persone, farai cose, rovinerai rapporti, costruirai una nuova vita. Gettando la maschera di turno, per prenderne una nuova, e riuscirai ad evadere da tutto. E ti ricorderai di un periodo nero, un periodo dove tu stessa hai desiderato una tua parata. Ma che forse tra qualche anno sarà solo uno stupido ricordo, o forse il rimpianto più grande. Non sta a nessuno decidere. Solamente a te.
Ricorderai di aver sputato sangue, di aver sentito quel retrogusto amaro così tante volte in bocca, che quando assaporerai il dolce sentore di zucchero di un bacio sarà la salvezza di una vita dannata.
Ricorderai di aver pianto veleno, ma quando un sorriso ti accoglierà le ferite che hanno sanguinato per molti anni si richiuderanno, lentamente, riuscendo a sbiadire con il passare del tempo.
Ricorderai di aver sentito e vissuto l’indifferenza di chi si professava vicino a te, ma prima o poi la vita riserva ogni conto.
Ricorderai di aver rimpianto la morte, riuscendo a cogliere con lucidità l’insensatezza di quel tarlo fisso che ti ha logorato, riuscirai a intravedere le troppe influenze nella tua esistenza che hanno fatto di te quella che non ha mollato.
Ricorderai tante cose, e se riuscirai ad affrontare questo cazzo di tunnel dal quale non sai se uscirai, beh, ti renderai conto che tutto quello che hai sono semplicemente ricordi. Belli, brutti, dolorosi, felici, intensi. Nulla più e davanti avrai una strada in salita, con ostacoli e difficoltà, ma non n’interesserà perché respirerai l’aria fresca mentre il sole ti accarezza la pelle. E lotterai per realizzare tutti i tuoi sogni, anche quelli che per senso comune sono ‘infantili’, e forse ti renderai conto che crescere non vuol dire realmente diventare un fantoccio in mano al giudizio altrui. Ti renderai conto che non sarai così ipocrita da dire di amare un lavoro che non hai mai visto adatto a te, e allora stringerai i denti, pronto a spalare altra merda pur di realizzare tutto quello che hai sempre voluto.
I sogni ti fanno andare avanti. Sono amanti sensuali e bastardi, che ti cullano quando li paghi con lacrime amare e speranze infrante, e che la mattina ti lasciano al freddo, proprio come una prostituta che dopo aver preso il proprio compenso se ne va. E torna quando la chiami, quando hai altre lacrime da versare e singhiozzi con cui riempire il silenzio incessante della realtà.
Alla fine siamo tutti dei cazzari, dispensiamo consigli e pareri credendo di fare la cosa giusta.
Ma è questo che ci rende incredibilmente affascinanti, riuscire tranquillamente a decidere della vita altrui senza badare alla propria. Ci affidiamo sempre agli altri: che sia un parente, un amico, l’amore della propria vita, o uno sconosciuto incontrato per caso in una serata dove l’alcool era l’unica cosa che avevi in circolo nel corpo.
E la verità è semplicemente una: siamo imperfetti, non crediamo di potercela fare da soli. Tutto qui.
Rileggiamo negli altri i sentimenti che proviamo, ci rispecchiamo tutti in cose che mai vorremmo ammettere.
Atroci come l’atto di togliersi la vita.
Sdolcinate come un intero roseto nel proprio salotto e un uomo inginocchiato che ci attende:
Viviamo sulla stessa fottuta terra da secoli, siamo sette miliardi di persone con un unico punto debole: quello di vivere. Ci illudiamo di poter fare grandi cose, di diventare qualcuno, di svoltare la propria vita, quando in realtà arranchiamo tra bollette da pagare e crediti mai riscossi. Non importa chi sei o come sarai, neanche dove andrai a finire.
Quello che importa alla fine dei conti è il viaggio no?
Potrà capitarti una compagnia piacevole. Una destinazione da copertina.
Oppure un vecchio brontolone che ti aprirà la porta di un fatiscente albergo a mezza stella - spenta tra l’altro -.
Ma intanto avrai visto posti differenti, conosciuto persone, vissuto mille vite lontano dalla tua. Perchè ogni persona che incrocia il nostro cammino ci da qualcosa di se: errori da non commettere, esempi da seguire, consigli non richiesti, approvazioni o critiche. Nessuno è indifferente all’altro.
No one out, no one out there?
Is there no one who, no one who cares?
And is there no one out, no one out there?
Is there no one who, no one who cares?
Stay Awake - My Chemical Romance
Prossimamente sui teleschermi. Per ora la trovate qui: Meheheheh.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.



