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Ho pensato spesso di lasciare l’università. Sopratutto quando ero a economia, mi sentivo stretta in un luogo che neanche mi apparteneva. Poi pensavo di aver trovato la mia strada, con Tecniche Pubblicitarie, lo era, lo era veramente. Fino a gennaio, poi tutto è andato a puttane. Ora odio andare in facoltà, è pesante, proprio come lo era alle medie. Quando la gente m’invitava in giro per poi prendersi gioco di me. E’ la stessa sensazione di nausea mista a dolore di sempre. Da gennaio che non vivo più. Piango sempre, sto male - spesso anche fisicamente - non riesco a vedere la fottuta luce infondo al tunnel. Non riesco proprio a svoltarla, a pensare al meglio. A volte desidero semplicemente di chiudere gli occhi e non riaprirli, lasciare tutto cosi, e riuscire almeno a trovare un po’ di pace. Sono stanca di lottare sempre e comunque, di sentirmi sempre inadeguata sempre fuori posto. Sempre di seconda mano. E non faccio altro che sognare l’America, e so per certo che non è la soluzione dei miei problemi, ma voglio illudermi che lo sia. Vorrei solo cambiare totalmente aria, per un po’, un anno o forse due. Vorrei vincere il jackpot del superena lotto e finalmente realizzare tutti i miei sogni. Per primo: andare via il più possibile lontano da Perugia. Treviso, Milano, Torino, Verona, ovunque ma non qui. Poi pensare a me in maniera decente e infine l’America. E vorrei poter avere una vita normale, con delle amiche e magari un ragazzo, ma se continua così neanche a trentanni. Analisi su Analisi e niente. Mi odio con tutta me stessa, ma proprio tanto. Ma tanto, tutto, è solo un sogno, se continua cosi non finirò nemmeno l’università. Tanto in famiglia un laureato con lode c’è.
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