Meheheheh febbraio 18th, 2010

Stasera mi sento un genio.
Va tutto uno schifo, senza considerare che non potrò dar eben due esami per colpa di una stupida politica universitaria.
Sempre più indietro.
Ma oggi abbiamo studiato quasi 9 ore filate e ripetuto un intero libro.
E domani sarò il delirio.
Ma oggi ho realizzato questo e progettato altro.
Oggi non sono stata un totale fallimento. <3
Non vedo l’ora che arrivi il 26!

Voglio poter provare quello che voglio. gennaio 22nd, 2010

Voglio poter piangere sulle puttanate, stare male per le stronzate e dire quello che voglio.
Perchè la mia cazzo di vita è fatta di stronzate. Sono quelle che mi mandano avanti.
Se non ci sarebbero, sarei finita male molto male.
Sono infantile, ingrata e pretensiosa.
Mi fanno stare male certe cose, che mi feriscono come una pugnalata a pieno petto.
Ma è la mia cazzo di vita, che sta andando a rotoli, non quella degli altri.
Perchè sono tornata a vomitare sangue come due anni fa e non va bene.
Perchè sono stanca, vorrei solo poter vivere la mia vita senza pillole siringhe o paranoie.
Perchè piangere non ha nemmeno più senso.
Perchè ho smesso di sentirmi un essere umano molto tempo fa.

Voglio ritrovare l’isola che non c’è. dicembre 29th, 2009

Mi manca il fiato, è come se.. Tutto fosse come prima ma niente più lo stesso.
Io parlo da piccola insulsa fa, egoistica ed egocentrica…
Una persona è morta e mi lamento di quello che provo. Ma devo sfogarmi, devo riuscire a tirare fuori tutto.
La musica per me era vita, era sogno e realtà, era la parte di me che non mi avrebbe mai tradito.
Ora mi sembra un incubo dal quale svegliarsi è difficile.
A soli ventotto anni è morto un ragazzo, un batterista incredibile, un fratello, un migliore amico e anche un barista da strapazzo.
Dopo anni difficili passati a lottare, a finire in galera e a vivere in una lavanderia aveva ottenuto tutto, tutto quello che noi sogniamo: il successo, erano riusciti a sfondare, a diventare famosi… E ora tutto gli è stato tolto.

Io sono stata fortunata, io e  le socie, a vederli dal vivo a Zurigo. In uno dei concerti migliori loro, carichi all’inverosimile, poca gente e un gran affiatamento.

Se dovessero proseguire la carriera gli Avenged Sevenfold non sarebbero piu gli stessi, a tutti mancherebbe qualcosa, e non ci sarà batterista che riesca a rimpiazzare il buco che il Rev ha lasciato. Perchè lui inseguiva le papere nei parchi, perchè ha scritto Little Pieces of Heaven, perchè ok, non era il mio preferito, ma lo avrei voluto in versione mini sul mio comodino… Era una delle persone più pazze e random che mi siano mai piaciute.

Perchè io non riusco più a pensarli.
Perchè Niky è sparita con lui.
Perchè il mio sogno è sfumato.

Non verrai mai dimenticato.
Mai…

“Where We Belong” dicembre 12th, 2009

E’ difficile spiegare quello che si prova; sopratutto quando vorresti semplicemente urlare ‘FANCULO’. Sopratutto quando vorresti dire realmente tutto quello che pensi, ma non puoi.
La gente non capirebbe, le persone si offenderebbero, perchè infondo sono tutti fatti di ipocrisia impastata con ovvietà. E’ tanto bello dire frasi fatte, credendo che siano la verità… A volte mi chiedo come mai io mi affezioni alle persone sbagliate, e non riesca a separarmene più.
E ti mancano se non le senti o non le vedi.
E ti dispiacerebbe litigarci perchè lascerebbero un piccolo vuoto incolmabile.
Mi ‘assuefaccio‘ alle persone: egoiste e stupide come pigne; che si credono i padroni del mondo.
Non riesco a separarmi più da questo genere di persone. Sono una grandissima idiota. Perchè l’unica che ci sta male sono io, mica gli altri.
Perchè quando tu faresti l’impossibile per qualcuno, daresti via anche la tua anima, e l’altro se ne sbatte le palle bellamente, beh, c’è qualcosa che non torna.
Ieri è stata una giornata di merda, peggio del solito, non solo le cose a casa vanno male, ma ci si mettono anche tutti gli altri.
Non solo rischio di vincere il concorso per andare a Londra, e non ho con chi andare; indi per cui non vado…
Ma ho anche appreso che per il mio compleanno non ci sarà nessuno.
Che bello vero?
Ogni mio progetto è andato a puttane.
Anche quello della Sony dato che non è necessario andare su, e via mail sicuramente non si combinerà nulla.
Ho una tale rabbia dentro e un tale rancore, che spero mi uccidano invece di esplodere.
Sto iniziando a sperare di addormentarmi la sera e non svegliarmi più.
Rimanere incastrata nell’unico luogo che ancora non mi ha fatto male; essere colei che non diventerò mai, e fare una vita che sia meno merda e piu miele.
Tutti pensano che io debba reagire, che debba essere meno pessimista e piu positiva; poi puntualmente arrivano i calci in faccia.
Vorrei solo fargli vivere una settimana di quello che vivo io, cosi poi da vederli sputare e vomitare anche l’anima.
Sono semplicemente stanca; sto per mollare tutto, magari un giorno sparisco e basta.
Senza saluti, senza spiegazioni, cambio.
La gente mi vedrà per caso per strada, o in qualche posto d’inaspettato.
Sparisco, semplicemente.
Butto via il cellulare, stacco il pc, e cambio colore di capelli. Un po’ come nei film si inizia di nuovo tutto, da zero.
O magari un giorno mi sveglio trovando il coraggio di dire tutto quello che penso. Di dire alle persone cosa leggo in loro.
E magari quelle persone spariranno, ad alcune auguro anche che tutto gli vada a puttane, che tutti i loro castelli di sabbia si sgretolino, perché non valgono niente.
Io non sono una persona usa e getta.
Mi sono stancata di essere quella che si cerca solo quando non si ha niente da fare, quella che comunque c’è sempre perché troppo cogliona per dire di no.
Sono una cazzo di persona reale.
Oggi si opera nonna, altra fortuna da mettere nella lista. E mamma sta cedendo sempre più, la vedo sgretolarsi pezzetto dopo pezzetto e non posso fare nulla.
So benissimo che il mio ‘viaggio’ in America non potrò farlo, nemmeno qualche master decente, e anche il tirocinio alla Sony, perchè non hanno risposto, hanno semplicemente ignorato la domanda… Anche questo me l’aspettavo, solo che non riesco a trovare un’alternativa decente.
E la cosa che mi da più fastidio, è che la gente che pensa che io andrò lontano.
Si a fanculo.

And bury me in all my favorite colors settembre 17th, 2009

Ascoltando: Cancer - My Chemical Romance
Umore: Instabile

La gente quando ti chiede «Come sta?» non lo fa mai realmente con l’intenzione di sapere la verità.
Spesso si accontentato di un sorriso d’ordinanza e un «Bene» come risposta.
Non importa se ti leggono la morte negli occhi, la sofferenza nel tremore delle labbra e la voce incerta.
A nessuno interessa realmente l’inferno che vivi, ognuno combatte la propria guerra, quanto tempo pensi che possa bastargli per interessarsi alla tua di battaglia?
Non so cosa mi riporta ad essere un involucro di insicurezze e paranoie, forse lo scoprire che i tuoi punti di riferimento non erano altro che fantocci comandati dal senso comune e l’ipocrisia. Leggere dentro le persone non è mai bello, perché scopri cose che ti conducono in una sola direzione: il punto di non ritorno.
La gente imputa il proprio cambiamento al “Crescere” al “Diventare Adulti”, ma che razza di persone potranno mai essere quelle che rinnegano quello che sono sempre stati? Ho visto gente cedere al pressante parere comune, intraprendere strade che fino a qualche anno fa avrebbero rinnegato, ci avrebbero sputato sopra. Lo fanno per senso del dovere, perché qualcuno che loro reputano ‘giusto e apparentemente perfetto’ gli ha detto di farlo. Combattono guerre che non gli appartengono in nome della famiglia, dell’amicizia, dell’amore. Puttanate.
Dicono di essere cresciuti ma si sono rivelati solo più egoisti, più vigliacchi degli altri. Dall’alto del loro piedistallo si erigono a esempi di rettitudine, ti dicono che andrà tutto per il verso giusto.
E poi scopri che una tredicenne si è suicidata.
E li ti arrabbi. Provi una cazzo di rabbia mista a rancore che vorresti spaccare tutto. Perchè sei divisa a metà. Un mostro da un lato, che invidia quel gesto così estremo così pessimo quasi spaventoso, un gesto che non svresti mai avuto il coraggio di affrontare di persona. Perché l’altra metà di te sa benissimo che di merda nei hai spalata fin troppa, a volte ingollandola per poi vomitarla insieme alla tua anima. Hai tempestato la tua vita di falsi eroi, prendi ispirazione da persone che sono mortali proprio come te. Ma tu le credevi divinità. E la consapevolezza di questa debolezza ti fa piangere fino a sentire l’odore metallico del sangue.
Ti poni semplici domande, su chi sei, cosa fai, cosa farai, e perché questa fottuta vita è sempre una continua corsa, una lotta senza fine, dove non alzi mai il braccio in segno di vittoria. Cominci a pensare che c’è qualcosa di profondamente sbagliato in te, nel modo in cui vivi le emozioni, in cui le fai tue.
Se fossi una cantante canteresti canzoni talmente impregnate di sentimento che ai concerti vedresti piangere il pubblico.
Se fossi una scrittrice riempiresti d’inchiostro qualsiasi cosa ti capitasse a tiro, dalle tovagliette di una lurida tavola calda, ai fogli rilegati in pelle di qualche diario. Scriveresti una storia che ti permetterebbe di vivere altre mille vite, e faresti vivere gli altri.
Se fossi qualcosa di diverso da una ragazzina che ha un terrore fottuto di vivere realmente, riusciresti a respirare l’aria che sa di neve e sorridere, perché l’inverno sta arrivando e magari rivedrai la neve proprio come quando eri bambina. Smetterai di sabotare ogni cosa ti capiti, perché il peggior nemico di te stessa, sei semplicemente tu.
Ma questa è la vita, e sai benissimo che dopo i giri di giostra nulla cambierà, incontrerai persone, farai cose, rovinerai rapporti, costruirai una nuova vita. Gettando la maschera di turno, per prenderne una nuova, e riuscirai ad evadere da tutto. E ti ricorderai di un periodo nero, un periodo dove tu stessa hai desiderato una tua parata. Ma che forse tra qualche anno sarà solo uno stupido ricordo, o forse il rimpianto più grande. Non sta a nessuno decidere. Solamente a te.
Ricorderai di aver sputato sangue, di aver sentito quel retrogusto amaro così tante volte in bocca, che quando assaporerai il dolce sentore di zucchero di un bacio sarà la salvezza di una vita dannata.
Ricorderai di aver pianto veleno, ma quando un sorriso ti accoglierà le ferite che hanno sanguinato per molti anni si richiuderanno, lentamente, riuscendo a sbiadire con il passare del tempo.
Ricorderai di aver sentito e vissuto l’indifferenza di chi si professava vicino a te, ma prima o poi la vita riserva ogni conto.
Ricorderai di aver rimpianto la morte, riuscendo a cogliere con lucidità l’insensatezza di quel tarlo fisso che ti ha logorato, riuscirai a intravedere le troppe influenze nella tua esistenza che hanno fatto di te quella che non ha mollato.
Ricorderai tante cose, e se riuscirai ad affrontare questo cazzo di tunnel dal quale non sai se uscirai, beh, ti renderai conto che tutto quello che hai sono semplicemente ricordi. Belli, brutti, dolorosi, felici, intensi. Nulla più e davanti avrai una strada in salita, con ostacoli e difficoltà, ma non n’interesserà perché respirerai l’aria fresca mentre il sole ti accarezza la pelle. E lotterai per realizzare tutti i tuoi sogni, anche quelli che per senso comune sono ‘infantili’, e forse ti renderai conto che crescere non vuol dire realmente diventare un fantoccio in mano al giudizio altrui. Ti renderai conto che non sarai così ipocrita da dire di amare un lavoro che non hai mai visto adatto a te, e allora stringerai i denti, pronto a spalare altra merda pur di realizzare tutto quello che hai sempre voluto.
I sogni ti fanno andare avanti. Sono amanti sensuali e bastardi, che ti cullano quando li paghi con lacrime amare e speranze infrante, e che la mattina ti lasciano al freddo, proprio come una prostituta che dopo aver preso il proprio compenso se ne va. E torna quando la chiami, quando hai altre lacrime da versare e singhiozzi con cui riempire il silenzio incessante della realtà.
Alla fine siamo tutti dei cazzari, dispensiamo consigli e pareri credendo di fare la cosa giusta.
Ma è questo che ci rende incredibilmente affascinanti, riuscire tranquillamente a decidere della vita altrui senza badare alla propria. Ci affidiamo sempre agli altri: che sia un parente, un amico, l’amore della propria vita, o uno sconosciuto incontrato per caso in una serata dove l’alcool era l’unica cosa che avevi in circolo nel corpo.
E la verità è semplicemente una: siamo imperfetti, non crediamo di potercela fare da soli. Tutto qui.
Rileggiamo negli altri i sentimenti che proviamo, ci rispecchiamo tutti in cose che mai vorremmo ammettere.
Atroci come l’atto di togliersi la vita.
Sdolcinate come un intero roseto nel proprio salotto e un uomo inginocchiato che ci attende:
Viviamo sulla stessa fottuta terra da secoli, siamo sette miliardi di persone con un unico punto debole: quello di vivere. Ci illudiamo di poter fare grandi cose, di diventare qualcuno, di svoltare la propria vita, quando in realtà arranchiamo tra bollette da pagare e crediti mai riscossi. Non importa chi sei  o come sarai, neanche dove andrai a finire.
Quello che importa alla fine dei conti è il viaggio no?
Potrà capitarti una compagnia piacevole. Una destinazione da copertina.
Oppure un vecchio brontolone che ti aprirà la porta di un fatiscente albergo a mezza stella - spenta tra l’altro -.
Ma intanto avrai visto posti differenti, conosciuto persone, vissuto mille vite lontano dalla tua. Perchè ogni persona che incrocia il nostro cammino ci da qualcosa di se: errori da non commettere, esempi da seguire, consigli non richiesti, approvazioni o critiche. Nessuno è indifferente all’altro.

No one out, no one out there?
Is there no one who, no one who cares?
And is there no one out, no one out there?
Is there no one who, no one who cares?
Stay Awake - My Chemical Romance

Prossimamente sui teleschermi. Per ora la trovate qui: Meheheheh.

I can’t Breath agosto 30th, 2009

Non riesco a respirare, è come vivere in un continuo attacco di panico. Il cuore esplode, i polmoni si chiudono e la mente non è lucida. Non si dorme più, si è irascibili per nulla, sempre di malumore e scontrosi. Si comincia ad essere paranoici. E cominci a odiarti, come mai prima d’ora, tanto da volerti eliminare dalla faccia della terra… E poi, non si riesce nemmeno più a respirare. Maledetto circolo vizioso. Il tempo si è rotto, non guarirà le ferite, che continueranno a sanguinare a lungo, senza ucciderti. Il bianconiglio non ti mostrerà la fiera degli incubi, si rimane soli ad affrontare tutto. Fatto sta che non ricordo nemmeno più come si respira.

A volte esagero. agosto 27th, 2009

Ho pensato spesso di lasciare l’università. Sopratutto quando ero a economia, mi sentivo stretta in un luogo che neanche mi apparteneva. Poi pensavo di aver trovato la mia strada, con Tecniche Pubblicitarie, lo era, lo era veramente.  Fino a gennaio, poi tutto è andato a puttane. Ora odio andare in facoltà, è pesante, proprio come lo era alle medie. Quando la gente m’invitava in giro per poi prendersi gioco di me. E’ la stessa sensazione di nausea mista a dolore di sempre. Da gennaio che non vivo più. Piango sempre, sto male - spesso anche fisicamente - non riesco a vedere la fottuta luce infondo al tunnel. Non riesco proprio a svoltarla, a pensare al meglio. A volte desidero semplicemente di chiudere gli occhi e non riaprirli, lasciare tutto cosi, e riuscire almeno a trovare un po’ di pace. Sono stanca di lottare sempre e comunque, di sentirmi sempre inadeguata sempre fuori posto. Sempre di seconda mano. E non faccio altro che sognare l’America, e so per certo che non è la soluzione dei miei problemi, ma voglio illudermi che lo sia. Vorrei solo cambiare totalmente aria, per un po’, un anno o forse due. Vorrei vincere il jackpot del superena lotto e finalmente realizzare tutti i miei sogni. Per primo: andare via il più possibile lontano da Perugia. Treviso, Milano, Torino, Verona, ovunque ma non qui. Poi pensare a me in maniera decente e infine l’America. E vorrei poter avere una vita normale, con delle amiche e magari un ragazzo, ma se continua così neanche a trentanni. Analisi su Analisi e niente. Mi odio con tutta me stessa, ma proprio tanto. Ma tanto, tutto, è solo un sogno, se continua cosi non finirò nemmeno l’università. Tanto in famiglia un laureato con lode c’è.

* Risata Malefica * agosto 20th, 2009

hope-1Ho reso privati tutti i vecchi post. Ho tolto l’inutile colonna laterale. Bevenuti nel magnifico angonlo confusionario e mutaforme che è la mia mente. Non so se la permanenza sarà piacevole, a volte si sta scomodi nei panni degli altri, e proprio questo ci fa capire che forse, siamo più fortunati. Io non lo so, mi adatto molto facilmente, ma forse è solo un’allucinazione della mia mente. Chi lo sà. D’ora in poi trasformo questo blog nel vero motivo per cui l’ho aperto: per sfogarmi. Per urlare tutti quei vaffanculo che ingoio ogni giorno, o quei rari momenti di gioia che non ho più nessuno con cui condividerli. Niente cambiamenti o false speranze, solo io e basta.